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KIJANA: IL SECONDO MEETING DEL PROGETTO ITALO-COREANO AL KAIST di DAEJEON

Dal 19 al 23 ottobre 2026 i ricercatori del CNR-ISMN hanno incontrato i partner coreani del progetto bilaterale per lo sviluppo di nanosensori per l’analisi dell’aria espirata

Dopo il meeting di fine agosto a Bologna, il secondo incontro in presenza del progetto KIJANA si è svolto dal 19 al 23 ottobre 2026 presso il KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology) di Daejeon, nella Repubblica di Corea.

KIJANA (Korea-Italy Joint Development of Advanced Nanosensor for High-Resolution Breath Gas Analysis) è un progetto bilaterale di ricerca e sviluppo. In Italia è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), attraverso l’Ufficio IX della Direzione Generale per la Promozione Culturale ed Economica e l’Innovazione. In Corea lo finanzia l’Ufficio per la Cooperazione Internazionale del Ministero della Scienza e delle ICT (MSIT).

L’obiettivo del progetto è sviluppare strumenti diagnostici non invasivi basati sull’analisi dei composti organici volatili (COV) presenti nell’aria espirata. Per farlo, KIJANA integra le competenze dei due partner:

  • l’Advanced Nanomaterials and Energy Lab (ADVNANO) del KAIST, guidato dal Prof. Il-Doo Kim, porta l’esperienza sui sensori di gas a base di nanofibre;
  • il gruppo “Sensori chimici e microsistemi” del CNR-ISMN, guidato da Stefano Zampolli, porta l’esperienza sulla gascromatografia basata su tecnologia MEMS e sugli hotplate per sensori di gas.

Il cuore dell’incontro è stato un simposio sui sensori di gas di nuova generazione, seguito da numerosi studenti universitari e dottorandi del KAIST. È stata l’occasione ideale per conoscersi e per scambiare i risultati più avanzati della ricerca tra i gruppi coreani e italiani.

La delegazione italiana ha anche visitato le principali infrastrutture di ricerca del KAIST, tra cui il NNFC (National Nanofab Center) e il KARA (KAIST Analysis Center for Research Advancement).

Un ringraziamento speciale va a tutto il team del KAIST, e in particolare al Prof. Il-Doo Kim e a Minhyun Kim, per la straordinaria ospitalità riservata ai tre ricercatori italiani.