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RICERCA E INNOVAZIONE, MOTORI PER L'EUROPA

RICERCA E INNOVAZIONE, MOTORI PER L'EUROPA

A giugno 2018 la Commissione Europea ha presentato al Parlamento e al Consiglio Europeo la proposta per il prossimo Programma quadro per Ricerca e Innovazione che, con una dotazione finanziaria di quasi 100 miliardi di euro, ci accompagnerà dal 2021 al 2027. Si tratta di un’opportunità importante sia per il futuro dell’Europa nel suo complesso, sia per l’Italia e il suo noto deficit di investimenti in ricerca.

Come vedremo, l’investimento che si prefigura per il prossimo settennio non ha soltanto un significato scientifico: esso fa parte di un bilancio molto ambizioso che rappresenta – se così si può dire – una scommessa esistenziale per l’Europa, turbata in tempi recenti da tensioni e tentazioni di disimpegno da parte di alcuni Paesi. Anche per l’economia il nuovo Programma Quadro rappresenta l’occasione di consolidare le basi per una nuova imprenditorialità capace di reggere il passo della attuale competizione internazionale.

Il nuovo bilancio europeo e la sfida della Brexit

La dotazione finanziaria del programma Horizon Europe (94 miliardi proposti), è necessariamente legata all’approvazione del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 proposto dalla Commissione al Consiglio Europeo. La proposta per i prossimi sette anni è particolarmente ambiziosa e deve affrontare la difficile sfida di “fare di più con meno” (con l’uscita del Regno Unito). Ci si aspetta che l’Unione Europea svolga un ruolo più importante in nuovi ambiti d'intervento, come la migrazione, la sicurezza interna ed esterna o la difesa, mantenendo al contempo un ruolo di rilievo sulla scena mondiale. Questi obiettivi devono essere raggiunti con una dotazione complessiva destinata a diminuire con l'uscita del Regno Unito. La proposta di bilancio, piuttosto ambiziosa se comparata a quella corrente, è quindi concepita in vista di una futura Europa a 27 e in uno scenario globale in mutamento. Si attesta su 1.279,4 miliardi di euro di impegni, ovvero l’1,114% del Reddito nazionale lordo degli stati membri1, laddove il bilancio attuale è pari allo 0,98. Si è quindi superata la soglia psicologica dell’1%. Tenuto conto del disimpegno UK, che rappresenta quasi il 13% del budget (più o meno 13 miliardi di euro nell’attuale budget europeo), occorrerà un grande sforzo dei 27 Paesi per colmare questo vuoto, ma soprattutto servirà una piena condivisone delle priorità politiche dell'UE proposte nel nuovo bilancio2.

Al centro del dibattito emergono alcune questioni fondamentali tra loro correlate. Prima di tutto quale debba essere la finalità del bilancio europeo, e quindi come garantire che la spesa gestita dall’Europa produca risultati aggiuntivi per i cittadini europei rispetto alle politiche nazionali. Ne consegue che la domanda di fondo sia come ripartire il bilancio dell’UE per assicurare che le risorse siano destinate ai bisogni della società civile. La risposta dell’esecutivo comunitario è schematizzata nella figura 1.

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